“Anche se gli altri uomini, quelli rimasti a casa, li ritenevano [i Magi] forse utopisti e sognatori – essi invece erano persone con i piedi sulla terra, e sapevano che per cambiare il mondo bisogna disporre del potere.
Per questo non potevano cercare il bambino della promessa se non nel palazzo del Re.
Ora però s’inchinano davanti a un bimbo di povera gente, […].
Il nuovo Re, davanti al quale si erano prostrati in adorazione, si differenziava molto dalla loro attesa.
Così dovevano imparare che Dio è diverso da come noi di solito lo immaginiamo.
Qui cominciò il loro cammino interiore.
Cominciò nello stesso momento in cui si prostrarono davanti a questo bambino e lo riconobbero come il Re promesso.
Ma questi gesti gioiosi essi dovevano ancora raggiungerli interiormente.
Dovevano cambiare la loro idea sul potere, su Dio e sull’uomo e, facendo questo, dovevano anche cambiare se stessi.
Ora vedevano: il potere di Dio è diverso dal potere dei potenti del mondo.
Il modo di agire di Dio è diverso da come noi lo immaginiamo e da come vorremmo imporlo anche a Lui”.
(stralcio dall’intervento di Papa Benedetto XVI alla veglia con i giovani di sabato 20 agosto 2005)
Per leggere integralmente l’intervento:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/august/documents/hf_ben-xvi_spe_20050820_vigil-wyd_it.html
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