sabato, novembre 08, 2008

Terre di mezzo - Speciale


Volevo parlarvi di un nuovo progetto a cui sta lavorando tutto il gruppo di Terre di mezzo.
Come sai, quella realtà è nata nel 1994 da un mensile, scritto da giornalisti professionisti e venduto in strada da venditori senegalesi.
Dopo 14 anni quel giornale si rinnova: Terre di mezzo cambia veste grafica, ma sopratutto amplia i suoi contenuti e la sua diffusione: Terre diventa grande!
Un giornale più ricco: per il numero di pagine (52) e per i contenuti.
Collaborano con il gruppo di Terre di mezzo firme e realtà importanti: da Loretta Napoleoni (economista) a Pat Carra (vignettista), da Esterni (associazione culturale che organizza il Milano film festival e il Fuori salone) alla Scuola di scrittura Holden di Torino, dalla rivista musicale Rockit a Legambiente, e tanti altri.
Nelle pagine del nuovo Terre si parlerà anche di immigrati di Seconda generazione, di carcere e di associazioni antimafia, di moda critica, design sostenibile e software libero, di turismo alternativo e responsabile, di cibo e divertimenti.
Terre diventa un “magazine”, anzi uno “street magazine”.
Le strade delle città in cui viviamo rappresentano un luogo da vivere e condividere.
E per questo non solo sono la fonte privilegiata delle notizie (oltre che un canale distributivo) ma soprattutto si confermano come l'universo d'interesse del nostro pubblico di riferimento, che vogliamo ampliare a tutto il territorio nazionale.
Il nuovo Terre, infatti, è prima di tutto un progetto culturale a cui i lettori sono chiamati a partecipare in prima persona.
Come?
Fondando insieme al gruppo di Terre di mezzo il nuovo Terre di mezzo.
Per questo si sta chiedendo ad amici e colleghi di dare una mano, diffondendo la notizia dell'uscita del nuovo Terre di mezzo su internet e sui mass media, ma anche attraverso i canali informali.
Si può sostenere "Corsa straordinaria"*, questo il nome della campgna promozionale del nuovo giornale, ospitandone il banner o dandone segnalazione sul sito aziendale o dell'associazione a cui si appartiene, postando la notizia sul proprio social network, diffondendola attraverso le newsletter, ma soprattutto spargendo la voce tra le persone che conosciamo.
Il nuovo Terre non uscirà in versione cartacea fino a quando non avrà trovato 2.000 nuovi lettori: i loro abbonamenti infatti permetteranno al giornale di esistere.
La sfida è grande, soprattutto in questo momento storico.
Ma il gruppo di Terre di mezzo crede che sia fondamentale agire subito, per far sentire la propria voce all'interno del panorama culturale italiano.

lunedì, novembre 03, 2008

Pietro Calamandrei 1950 - una profezia?

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza.
Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.
Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.
Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private.
Non tutte le scuole private.
Le scuole del suo partito, di quel partito.
Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private.
Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.
E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private.
A "quelle" scuole private.
Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta.
Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato.
Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci.
Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private.
Non controllarne la serietà.
Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare.
Lasciare che gli esami siano burlette.
Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto.
Dare alle scuole private denaro pubblico".
(Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950)